CESARE ESPOSITO E IL MIRACOLO DELLA NEVE DEL 5 AGOSTO A SANTA MARIA MAGGIORE

Di: Maurizio Pochesci


Eclettico, vulcanico, visionario e scioccante, Cesare Esposito è nato e cresciuto a Roma, nel Rione Monti. La monumentalità e i fasti dell’antica Roma hanno contribuito a generare in lui i componenti della futura grande bellezza delle sue creazioni. Centrali nella sua ricerca artistica, sono i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco; basi queste di ogni sua incredibile quanto rivoluzionaria interpretazione, costantemente dominata da audacia e da profonda immaginazione. Ancora giovanissimo, vince il concorso indetto dal Comune di Roma per dare un volto artistico a Piazza delle Sette Chiese. Sua è infatti, la sua scultura in acciaio alta 12 metri, pesante 600 chilogrammi, orientata verso le Fosse ardeatine e dedicata alla Resistenza. Sue sono anche le sculture in acciaio Geometrie di Pace e Fumo Rosso, tutt’ora presenti presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. La sua anima di artista lo porta a realizzare – sempre con riferimento ai quattro elementi – una serie di progetti e installazioni scenografiche volte a stimolare l’amore per la nostra storia e la conoscenza del patrimonio storico-artistico della Capitale. Riferimento al fuoco è, ad esempio, l’evocazione dell’incendio dei Mercati traianei e dei Fori Imperiali, grazie ad un gioco di luci rosse e innocui fumi, così realistici da far urlare agli ignari passanti “ahò anvedi er foco, Roma brucia, è tornato Nerone!”. Il 29 settembre del 1986, in occasione della festa con cui Roma salutava il ritorno dell’angelo in cima al Mausoleo di Adriano, l’architetto Esposito realizza sulla sommità di Castel Sant’Angelo – in presenza di Papa Giovanni Paolo II -, 40 minuti di fuochi d’artificio, evocando le macchine disegnate da Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini. Per ricordare i luoghi della memoria storica e celebrare la terra, dal 1983 l’architetto Cesare Esposito apre al pubblico dopo 350 anni la Piramide e proietta sulla pietra lunense della Piramide di Caio Cestio i grandi film del cinema mondiale, omaggiando in questo modo anche le donne, il cui atto eroico si mosse in difesa di Roma e della Patria. Per esaltare la monumentale bellezza del nostro patrimonio progetta un’isola pedonale intorno alla Piramide, dando quindi una nuova visione urbanistica a Porta San Paolo. Fra gli altri progetti si ricordano: le strutture legate al riuso del Colosseo, l’allagamento di piazza Navona per rievocare le antiche Battaglie Navali,

l’ascensore per il Marco Aurelio, le oche bianche in Campidoglio per i Natali di Roma, i Festival dei Due Mondi nella Piazza del Duomo di Spoleto con architetture di fuochi e musiche dirette dal Maestro Giancarlo Menotti. Ma il più magniloquente e il più conosciuto di tutti i suoi progetti, è senza dubbio quello che si lega alla rievocazione storica del Miracolo della Neve. Il 5 agosto di ogni anno, dal lontano 1983, l’architetto, accompagnandosi di sonorità barocche e immagini leggiadre e sognanti, crea una nevicata sulla Basilica di Santa Maria Maggiore, a rievocazione proprio di quell’episodio che vide, nel lontano 358 d.C., l’apparizione della Madonna sulla sommità del Colle Esquilino. Anche quest’anno il 5 agosto 2022 ci sarà la rievocazione del miracolo della Madonna della neve. L’architetto si avvarrà della collaborazione dell’artista Maurizio Pochesci vicepresidente della associazione culturale “Transversum” deputata all’organizzazione dell’evento e della Mood Style 2018 di Michele Crocitto.“Quando lo si incontra lo vedi in questo modo: nel taschino della giacca tiene decine di matite colorate. Ti vede e ancor prima di dirti qualcosa di preciso estrae dalla tasca una delle matite e te la regala. E ti precisa bene il motivo: è un colore ed è il colore il regalo più bello che una persona possa ricevere. Poi di quella matita farai l’uso che vuoi. E lui ha una matita nella mente con cui disegna sullo spazio circostante. Fa cadere la neve. Fa diventare tutto bianco e il bianco è la sommatoria di tutti quei colori che ha in tasca… (da un pensiero di Claudio Strinati)”

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